Ho visto la Bustina di Minerva stamattina appena sveglio, sdraiato sul letto con il telefono a illuminarmi un po’ troppo la faccia. Era la fotografia di una pagina de L’Espresso, ingiallita e tenuta aperta da una mano di cui si vedeva soltanto il pollice. Sopra, una riga di commento scritta da un utente Facebook che ho dimenticato subito e sotto decine di condivisioni e centinaia di risposte, quasi tutte uguali, riassumibili in Umberto Eco aveva già capito tutto nel 2010, signora mia! Poi ne ho visti anche altri.
Ho provato una specie di invidia perché qualcuno aveva trovato prima di me la cosa che avrei voluto trovare io, il documento che ogni persona che da anni parla di intelligenza artificiale nelle aule e sui palchi sogna di poter proiettare alle proprie spalle mentre dice vedete, non è mica cominciata ieri!
Prima ancora di leggere per bene il testo ho pensato in quale conferenza avrei potuto usarlo.
Poi l’ho letto ingrandendolo con due dita, colonna per colonna, guardando un po’ m…



